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La situazione si fa incandescente…

Al nostro piano c'è un (un unico) transilluminatore di cui un boss (chiamato Paperino perché… parla come Paperino) è il proprietario, ma in pratica lo usano tutti.
Qualche giorno fa con la moglie siamo andati a fare alcune foto a gel per vedere il genotipo dei suoi topi e ci siamo trovati il transilluminatore acceso e surriscaldato. Fatalità dietro di noi c'era proprio Paperino con il tecnico del suo laboratorio che doveva fotografare un altro gel. E Paperino si è incazzato di brutto. Si è reso conto che il transilluminatore era troppo caldo e gli abbiamo spiegato che si surriscalda perché la gente lo lascia sempre acceso (perché evidentemente è difficile premere il pulsante OFF dopo averlo usato).
Al transilluminatore è attaccata una fotocamera digitale, collegata ad un computer e comandata da un software con cui è possibile acquisire le foto del gel e stamparle con una stampante termica. Dal software in questione si può regolare contrasto e luminosità della foto, fare il negativo, regolare l'orientamento di stampa, la risoluzione, insomma di tutto. Eppure c'è gente che cambia queste impostazioni sulla stampante, con il risultato che ogni volta che qualcuno va a stampare una foto sistematicamente: la prima viene tutta nera, si smanetta con la stampante, la seconda viene molto chiara, si smanetta di nuovo e la terza (di solito) viene bene.
Una volta lasciate le impostazioni ottimali mi aspetterei di ritrovarle così la prossima volta, ma no, qualcuno ci rimette sempre le mani…
…e Paperino si è incazzato anche per quello.

Paperino ha detto al tecnico del suo lab di scrivere dei bei cartelli per chi lascia sempre acceso l'apparecchio e per chi mette le mani dove non dovrebbe. I cartelli non ci sono ancora e, comunque, anche se ci fossero sono sicuro che verrebbero ignorati a causa della cecità selettiva.
Attendo sulla riva del fiume di vedere il giorno in cui il transilluminatore si brucerà e l'ira di Paperino scenderà su qualche malcapitato…

E’ arrivato Ken!

Ovviamente anche lui riceverà un soprannome di battaglia (che io e la moglie diamo ai nostri colleghi), ma per ora su questo blog verrà chiamato "Hokuto no Ken" per gli amici "Ken" Cacici.

Cacici arriva con furore dal Giappone. E' un post-doc, ha una certa età (bho? 35 anni? indagherò.) e, appunto, ha iniziato il secondo post-doc qui da noi proprio l'altro ieri.

Facciamo un breve passo indietro. Circa 9 mesi fa (non ricordo di preciso la data) è venuto in visita a tenere un seminario e ad essere intervistato dal nostro capo. Il giorno dopo la partenza di Cacici, il capo ci ha chiesto impressioni per capire se assumerlo o meno. Più o meno con tono allegro ed entusiasta abbiamo risposto in coro che "non siamo riusciti a capire se è bravo o no perché non capisce uno stracazzo di niente di Inglese". Il nostro capo ha detto che non ha avuto questa impressione, fatto stà che l'ha preso. Pace, Amen.

Torniamo ai giorni nostri. Martedì è arrivato a Losanna e Mercoledì mattina si è presentato puntuale in ufficio per sistemare la parte burocratica con la segretaria. Per pranzo arriva in lab per venire a mangiare con noi. La segretaria (una signora Svizzera di 60 anni che parla abbastanza bene l'Inglese) esordisce con un "Cacici e io abbiamo deciso che frequenterà un corso intensivo di Inglese a partire dalla prossima settimana, perché fa un po' fatica visto che la sua pronuncia è un diversa dalla nostra".
Poi in Francese aggiunge "Ah non so. Dopo 10 minuti che ci parlavo mi sono resa conto che non aveva capito niente di quello che ho detto. Non so come farà. Abbiamo fatto il test on-line per l'ammissione al corso, l'ho fatto anche io e ho finito 15 minuti prima di lui. Comunque almeno ha una buona comprensione dello scritto."
Almeno.

Ottimo inizio. Speravo che avesse fatto un corsettino accelerato English-for-dummies prima di venire in Svizzerlandia, ma non avrà avuto tempo.
Comunque l'abbiamo portato a pranzo e non ha proferito verbo. Dopo è arrivato il tecnico per sistemargli il Macbook Pro in rete, installargli e configurargli posta, server vari e stampanti ed ha faticato parecchio per capire il Mac OS in Giapponese… con lui che "traduceva" a spanne…
Poi l'ho portato ad un mini supermercato nel campus, gli ho mostrato dove può prelevare soldi col bancomat, dato una mappa della città, mostrato dove prendere la metro e gli ho detto che verso le 18 io e la moglie saremmo andati a fare la spesa. Se aveva bisogno di cibo o altro sarebbe potuto venire con noi. Più o meno è andata così:

Filippo: "Alle 18 andiamo a fare la spesa in un negozio grande. Vuoi venire o sei troppo stanco?"
Cacici: "Aahhhhhh!"
F.: "Ah cosa? Vuoi venire dopo con noi o prendi qualche cosa da mangiare qui per stasera?"
C.: "Ohh yes yes yes!"
F: "Yes cosa? Vuoi comprare del cibo ora? Puoi cucinare dove alloggi? Hai le pentole? Hai la cucina?"
C.: "Aaaahh!"
F.: ….

Ho ripetuto le domande per 10 minuti finché ha capito e detto di voler venire con noi al centro commerciale. Arrivati lì alle 18.15 ed entrati nel supermercato io e la moglie non sapevamo se metterci le mani nei capelli o strapparceli del tutto. In pratica era tutto un "vorresti questo? o vorresti l'altro? vuoi una pentola? vuoi dei piatti? vuoi del riso? vuoi delle verdure? vuoi del caffè? vuoi pane? vuoi acqua? vuoi latte? Cacici, che casso vuoi????" e lui tutto un "Ahhh! Yes! Ahhh! Yes!! Yessss! Ohhhh yes yes!" e non prendeva niente.
Dopo 45 minuti siamo usciti con la nostra spesa e una settantina di franchi di spesa sua tra cui:

1 padella
1 cucchiaio
1 forchetta
1 piattino da dolce (perché il piatto normale per lui costava troppo……)
3 bicchieri (la confezione era solo da tre)
1 tazza
2 buste di riso precotto da scaldare in microonde
2 buste di zuppa istantanea
1 sacchetto di pan carré
1 bussolotto di detersivo per vestiti
1 pezzo di formaggio
1 litro di latte
1 sacchetto di insalata
1 bottiglia di condimento per insalata
1 sacchettino di orsetti gommosi

Ora, io e la moglie non siamo assolutamente dei criticoni verso chi non conosce le lingue. Io per primo mi sono trovato in America che l'Inglese l'avevo parlato per l'ultima volta 8 anni prima e qui da due anni non so ancora dire qualche strafalcione in Francese. La moglie è arrivata in Svizzera a far casino tra Inglese e Francese e a mala pena si ricorda di parlarmi in Italiano. E di certo capisco e mi rendo perfettamente conto di quanto Cacici possa sentirsi spaesato e in difficoltà, tanto che gli ho dato il mio numero e gli ho detto di chiamarmi per qualsiasi cosa…

…ma la vedo parecchio, parecchio dura…

Cecità selettiva.

Che esistesse la sordità selettiva lo sapevo: la sordità (parziale) è per definizione selettiva. Man mano che si inizia a diventare sordi si sentono meno i suoni con frequenza più alta e quelli con frequenza più bassa finché la finestra di suoni udibili si restringe sempre di più. Un altro tipo di sordità selettiva si "sviluppa" quando ci si abitua ad un suono/rumore tanto che questo non viene più "sentito" a meno che non ci si faccia particolare attenzione.

Non sapevo però che esistesse una cecità selettiva. Non parlo dei daltonici che non vedono dei colori, e nemmeno di chi ha un campo visivo minore del normale, ma parlo, tanto per cambiare, dei miei colleghi.
Quando lavorano con le cellule, nell'apposita stanza, devono usare i guanti che sono in un cassetto, quindi di fatto aprono il cassetto almeno una volta (ma anche di più) ogni volta che usano la cappa.. Di fianco ai guanti ho messo delle scatole di puntali autoclavate per uso esclusivo sotto la cappa. 

Ebbene, i colleghi NON VEDONO le scatole autoclavate di puntali e sistematicamente quando finiscono i puntali sotto cappa escono dalla stanza cellule, prendono una scatola di puntali non autoclavati e la mettono sotto cappa. SEMPRE.
Qui una foto del cassetto. Mi pare che le scatole non siano particolarmente mimetizzate, eppure…

P.S.: Ho notato come la cecità selettiva sia un problema diffuso non solo al cassetto di cui sopra, ma anche a cartelli e indicazioni tipo: close the door please (e la porta resta sempre aperta), lock the fridge (non chiudono a chiave il frigo e ci lasciano pure la chiave attaccata), turn it off please (e, qualunque cosa sia, resta sistematicamente acceso)…

Che settimana di…

…pioggia.

Lunedì: pioggia.
Lavoro intenso, dissezioni, foto al microscopio, pulizie varie di incubatori.
Assenti giustificati: Pancetta1 che "ora si prende tutti i Lunedì" per stare a casa a scrivere la tesi (ha forti emicranie perché resta sveglia fino a mezzanotte per scrivere quindi preferisce lavorare da casa….).

Martedì: pioggia.
Foto al microscopio al mattino. Seminario all'ora di pranzo. Riunione con i capi (nostro e altri due con cui lavoriamo) al pomeriggio per discutere il progetto della moglie (di cui ora faccio parte anche io). Niente pranzo per mancanza di tempo.
Assenti giustificati: Pancetta1 che ha la bimba che sta poco bene.

Mercoledì: pioggia.
Lavoro intenso, dissezioni, foto al microscopio, etc. etc.
Assenti giustificati: Pancetta1 che al mattino è in ospedale a fare un esame alla bimba, ma alle 12 il marito ha chiamato per dire a Pancetta2 che tornerà in lab nel pomeriggio. Non si è vista.

Giovedi: pioggia.
FESTA!!! Si, è l'Ascensione. Qui in Svizzera si festeggia e noi, senza particolari impegni al lavoro, siamo stati a casa. Purtroppo ha piovuto tutto il giorno, quindi ci siamo solo riposati.
Presenti al lavoro: Pompelmo, Pancetta2, Pancetta1 (Ma hai la bambina piccola che sta male, stai a casa, no? Cogliona!), NAT e La Porcellina. 

Venerdì: tempo variabile tendente al brutto.
Microscopio al mattino, seminario tra un'ora, di sicuro qualche cosa al pomeriggio.
Assenti ingiustificati: Il Topetto che non si sa dove sia e cosa stia facendo.
Assenti giustificati: Pancetta2, Nostra Signora V. M. e NAT che si sono presi una giornata di ferie.
Presenti ingiustificati: Pancetta1 che ha ancora la bimba a casa che sta male e domani parte con la famiglia per farsi 4 giorni di vacanza ad Amsterdam.

Vado dalla moglie ad aiutarla a diluire una proteina e mi dice:

Moglie: "Devo dirti una cosa che non ti piacerà sentire."
Filippo: "Cosa??" (già innervosito)
M.: "Pancetta1 mi ha detto se, visto che domani mattina dobbiamo venire a cambiare il terreno agli espianti, possiamo farle una dissezione che lei va ad Amsterdam."
F.: @#!$##@!!!!))?#!!! (imprecazioni varie per 5 minuti finché la moglie ride)
F.: "Ma che casso va ad Amsterdam se ha la figlia che sta poco bene e una dissezione da fare!!"
M.: "Aveva già prenotato il viaggio."
F.: "Ma che stracasso mette su gli esperimenti se sa che non c'è perché è in vacanza allora!!?!?"
M.: "Ha detto che ha fatto confusione e visto che noi saremo qui…"

E intanto quelli che se lo prendono in quel posto siamo noi…

Quindi:

Sabato: prevista pioggia.
Mattino dissezione per la Pancetta1, cambiare il terreno agli espianti. Pomeriggio spesa e poi chissà che ci possiamo "godere" un ennesimo fine settimana piovoso…

Igiene alimentare #2.

Vi ricordate la tazza della Pancetta1? Quella pregna di tannini? Quella con la bustina ammuffita? Quella descritta e fotografata in questo post? Bhe, per provarvi che non mi invento storie, ho rifatto una foto alla stessa tazza ieri, quasi 3 mesi dopo. Come potete vedere la bustina è cambiata (per fortuna), ma la tazza non è mai stata lavata. Il tè secco ha ricoperto quasi completamente la parete che la Pancetta1 aveva grattato con l'unghia.

Cliccate sull'immagine per ingrandire il vostro disgusto.

La lotta per il criostato.

La moglie odia tagliare al criostato. Non le piace per niente. Preferisce scendere dai topi, stare al microscopio, contare cellule, qualsiasi altra cosa… tanto che quando manda me a sezionare qualche blocco di gelatina mi chiede sempre se sono sicuro di volerci andare.
A me, al contrario, piace tagliare al criostato. Ci passo volentieri tutta la giornata e non mi pesa.
Eppure oggi abbiamo quasi litigato per chi doveva andare a tagliare…
Al mio commento "a te non piace andare a tagliare al criostato, perché non lo lasci fare a me?" ha risposto semplicemente "non ho più voglia di stare in laboratorio con gli altri."

Vi lascio trarre libere conclusioni sui nostri colleghi…

Poveri ricercatori martiri…

Un po' di tempo fa Pancetta1, nel mezzo della lettura di un articolo, salta fuori con un: "Che sfiga questo, ha lavorato per l'articolo e poi è morto. Almeno l'hanno messo tra gli autori". La moglie e Pancetta2 si chiedono e le chiedono a cosa o chi si riferisca e lei dice che hanno messo una croce vicino al nome di uno degli autori per dire che è morto.
Perplesse guardano e si trovano davanti una cosa del genere:

Subito le dicono che non è morto, ma la croce è solo per indicare una nota a piè di pagina con l'affiliazione dell'autore, l'indirizzo a cui fare riferimento o l'indirizzo email, o altro. In particolare si usa dopo l'asterisco o in alternativa di altri simboli. Pancetta1, francese e mai in errore, vede che c'è davvero una nota, ma insiste…

Pancetta1: "Bhe una volta ho letto un articolo dove un autore era morto davvero."
Pancetta2 e la moglie: "Ma guarda che ti confondi, forse era una nota, forse altro."
Pancetta1: "No, sono sicura, l'autore era morto e ci hanno messo la croce."
Pancetta1: "E in ogni caso è proprio di cattivo gusto usare la croce per indicare le note."

Punto. Stop. Fine della discussione. Inutile insistere, quando uno ha ragione non si può fare niente… 
Certo che quando la moglie me l'ha raccontato mi sono sganasciato dal ridere. E da allora, ogni volta che leggo un articolo, non posso fare a meno di notare quanti ricercatori muoiono ogni anno dopo aver ricercato, lavorato, scritto articoli.
Per esempio, nell'articolo presentato oggi è riportata una strage di ben cinque persone: sarà esploso un laboratorio…

Ritorno a pieno regime.

Rieccoci. Dopo questa settimana di vacanze Pasquali in Italia siamo tornati al lavoro a pieno regime. Mi ero ripromesso di scrivere due righe ieri, ma non ce l'ho fatta. Lunedì siamo partiti da Rovigo alle 16 e siamo arrivati a Losanna all'una di notte passando per quattro ore di coda tra Verona e Milano… il viaggio della speranza.
Come se non bastasse il mal di gola mi ha perseguitato dalla notte di Domenica giusto per farmi dormire poco.
Martedì sono andato al lavoro con due linee di febbre, gola in fiamme, raffreddore e un sonno incredibile. Poco male, per fortuna siamo tornati a casa alle quattro e io mi sono ficcato a letto a dormire fino alle otto di sera con la moglie che passava ogni 20 minuti a controllare se fossi vivo. Oggi è andata meglio, ho sempre il colera addosso, ma almeno ero riposato a sufficienza.
Al lavoro mancano il capo, il vicecapo e nostra signora vergine martire che sono in ferie e appena se ne sono accorti i nostri colleghi si sono automagicamente dileguati. Ieri  Pancetta 1 è andata a casa alle 14, oggi è arrivata alle 10.30 e Pancetta 2 è arrivata alle 13. Entrambe sono andate a casa prima delle 17.
Il topetto ha esordito dicendo "avete qualche PCR da farmi fare? Io ne ho solo una ed è l'unica cosa che ho da fare al bancone per questa settimana" alla nostra risposta negativa si è nuovamente accasciato al computer. Gioacchino ha perso la mattina per andare a tagliarsi i capelli e il resto della giornata davanti al PC. Pompelmo è in meditazione visto che sta preparando la sua presentazione per Venerdì e a momenti fa crepare tre topi in gabbia perché si è dimenticato di dargli da bere.
La moglie si è lamentata dicendo che "non è possibile che noi ci prepariamo gli esperimenti in anticipo da fare subito dopo essere tornati dalle vacanze e loro, finite le vacanze, stanno a cazzeggiare per un'altra settimana…".

Quando lo spazio non basta mai.

Al lavoro c'è un problema "grosso": abbiamo finito lo spazio sul server di laboratorio (120Gb) e sul disco esterno del lab (1Tb). Il server è fichissimo, poco spazio, molto costoso (3000 franchi all'anno per 1Tb), ma davvero sicuro: 3 copie in 3 edifici diversi del campus con tanto di backup giornaliero: tutti vorrebbero usarlo, ma c'è poco spazio ed è sempre pieno. Il disco esterno è un normalissimo My Book Western Digital.

Il problema è che siamo in 11 e i dati occupano davvero molto spazio. Dalle semplici foto al microscopio a fluorescenza, a time-lapse di 72 ore al confocale, siamo arrivati ad accumulare 1Tb di dati in circa sei mesi nel disco esterno.
Il server da 120Gb è, praticamente, monopolizzato da 4 persone su 11: NAT ha 33Gb di dati, Pompelmo 30Gb, Pancetta2 20Gb e Pancetta1 15Gb. Gioacchino se la cava con 6-7Gb e i restanti 15Gb se li dividono gli altri disgraziati.

In realtà l'80% della roba non vale la pena di essere conservata: immunoistochimiche venute male, foto sfocate, risultati negativi, etc. sono cose che non si usano e che si guardano una sola volta, ma per i nostri colleghi sono "dati irrinunciabili".
Quando ho detto che 20Gb si copiano su 5 DVD mi hanno risposto che "è meglio che i dati stiano tutti insieme". E' faticoso mettere 5 DVD vicini vicini… col risultato che io sono l'unico pirla che masterizza i dati miei e della moglie per liberare spazio sul server che loro riempiono istantaneamente.
Quindi, visto che tutti hanno dati irrinunciabili, hanno deciso che ci serve un disco esterno da 1.5Tb a testa.

Poco male. Passiamo da 120Gb + 1Tb a 120Gb + 12Tb in 8 dischi esterni (che non sono un sistema di backup, ma solo un posto dove mettere i dati temporaneamente, ma vaglielo a spiegare…). Eh si, il ragionamento non fa una grinza.
Voglio vedere se, quando avranno il loro fiammante nuovo disco, libereranno spazio sul server ultra-sicuro da 120Gb…
Io continuo a masterizzare DVD con la mia roba.